Maurizio Pollini interviene a sorpresa alla trasmissione di Fabio Fazio “Che tempo che fa”.
Quando me l’hanno annunciato, non ci volevo credere.
“Pollini in tv? Per un’intervista?”.
Impossibile.
Invece era vero.
Seduto di fronte all’ineffabile conduttore, sulla poltrona che di lì a poco avrebbe ospitato il comico Paolo Rossi, Henry Winkler (ve lo ricordate? il Fonzie di Happy Days) e la scatenata Luciana Litizzetto con il suo tormentone “Eminenza! Eminence!”, c’era proprio lui, lo scontroso Maestro Pollini.
Loquace come non mai, solo un pochino impacciato e non molto propenso alla battuta.
Comunque una ventina di minuti di grande tv.
Fazio che cerca di riportare la conversazione su temi più semplici e alla portata di tutti, Pollini che invece vola alto e parla del rapporto tra i giovani, la musica “d’arte” e quella “di consumo”, di Chopin, della funzione dell’interprete.
Quando accenna al Puntillismo, il conduttore capisce che si è passato il limite anche per RAI 3: chiude ringraziando l’illustre ospite e lo invita a tornare presto, a parlare di musica ai giovani.
Lui non dice sì, ma neanche no.
Chissà che questo nuovo Pollini “comunicatore” non ci sorprenda ancora.
Magari decidendo anche di abbassare il proprio cachet e di tornare a suonare per tutti coloro che lo ammirano come uno dei più grandi pianisti del nostro tempo.