Tanti Affetti

Lirica e dintorni, il blog di Giovanni Vitali

Chi è e cosa fa
quando non scrive sul blog

Utente: GioVit

Giovanni Vitali è nato e vive a Firenze. Giornalista pubblicista dal 1987, studioso della storia del melodramma e della vocalità, ha pubblicato monografie su Alfredo Kraus e Mario Filippeschi. I suoi ultimi libri sono "Tanti Affetti", pubblicato da LoGisma Editore, dedicato alla lirica a Firenze tra il '700 e il '900, e una storia del Teatro Pagliano-Verdi di Firenze, edita da Giunti, scritta insieme a Luca Scarlini. Collabora con RAI Radio3 e Rete Toscana Classica, scrive sulla rivista MUSICA. Dal 1999 lavora al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino dove attualmente è responsabile della comunicazione istituzionale. È docente al Corso di Laurea Pro.Ge.A.S. di Prato e all'Accademia Maggio Fiorentino Formazione. Il 21 ottobre 2005 apre questo blog, al quale affida pensieri e perfidie come a un diario personale.




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lunedì, 08 dicembre 2008

IL MORO E L'INFANTE

Si conclude con una vittoria ai punti della capitale l'appassionante match di Sant'Ambrogio tra l'Opera di Roma e la Scala di Milano. L'Otello romano si avvantaggia della direzione di Riccardo Muti, come sempre abilissimo nell'individuare i contorni stilistici della partitura, nel delineare le varie situazioni drammatiche e, soprattutto, nell'assicurare un ritmo teatrale incandescente all'esecuzione. Orchestra e Coro dell'Opera raggiungono un livello superiore al loro abituale standard. Purtroppo nessuno dei protagonisti - Aleksandrs Antonenko, Otello, Marina Poplavskya, Desdemona, e Giovanni Meoni, Jago - riesce a rendere piena giustizia alla sua parte, chi per evidenti limiti tecnici, come il tenore e il soprano, chi per carenza di spessore ed accento, il baritono. Nel Don Carlo meneghino, viceversa, troviamo alcuni interpreti efficaci come il sempre autorevole Ferruccio Furlanetto, Filippo II, la grintosa Dolora Zajick, Eboli, la delicata Fiorenza Cedolins, un'Elisabetta di Valois fragile ma capace di suscitare emozione soprattutto nella grande aria del quarto atto "Tu che le vanità". Non al livello che si auspicherebbe da un teatro d'eccellenza nazionale Stuart Neill, Don Carlo, Dalibor Janis, Rodrigo, e Anatolij Kotscherga, un Grande Inquisitore in perenne crisi d'intonazione. A colare a picco la serata è la direzione plumbea, pesante, senza teatralità di Daniele Gatti, accolto da sonori dissensi ai suoi ritorni sul podio e all'uscita finale in palcoscenico. Orchestra e Coro della Scala sono ben lontani quanto a colore del suono e precisione d'esecuzione da non molti anni fa.

ps: queste impressioni sono originate dall'ascolto delle dirette radiofoniche e quindi possono essere totalmente sbagliate.
postato da: GioVit alle ore 10:02 | link | commenti
categorie: opere, inaugurazioni
sabato, 09 agosto 2008

INAUGURAZIONE

Come disse von Karajan ai Wiener Philharmoniker una volta terminate le prove di lettura del Rosenkavalier: “Signori, è finito il paradiso: domani arrivano i cantanti”.
Stasera si inaugura il ROF 2008.
Arriva il pubblico.
Gli appassionati rossiniani iniziano a percorrere le strade di Pesaro, quest’anno in verità abbastanza deserte a causa della crisi economica.
Si riconoscono facilmente, muniti di buste di carta marrone con il logo del Festival piene di programmi di sala.
Parentesi: programmi fatti benissimo con saggi davvero preziosi. Ieri ho letto quello di Gianluca Nicolini su Gaetano Gasbarri, il librettista dell’Equivoco stravagante, e mi sono davvero divertito a saperne di più su questo bizzarro ed eclettico personaggio.
Grandissima attesa per il concerto che vede protagonista Juan Diego Flórez, esaurito da mesi.
In Piazza del Popolo proiezione su maxischermo dell’evento con mille posti a sedere.
Tempo permettendo, ovviamente. Sul mare soffia un vento molto forte che dovrebbe tenere lontana la temuta pioggia.
È facile prevedere una vera apoteosi per il tenore peruviano, beniamino dei rofomani.
Si comincia.
La febbre rossiniana cresce.
Anche se è finito il paradiso.

postato da: GioVit alle ore 10:06 | link | commenti (1)
categorie: festival, inaugurazioni
giovedì, 01 maggio 2008

E ANCHE QUESTA È FATTA

Disse quello che aveva ammazzato la moglie.
In realtà è soltanto passata la "prima" di Carmen.
Faticosetta anziché no.
Però ci siamo anche divertiti.
E ci mancherebbe: altrimenti chi ce lo farebbe fare.
postato da: GioVit alle ore 10:18 | link | commenti (5)
categorie: festival, inaugurazioni

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