La vita ha il suo risvolto finale e conclusivo.
Purtroppo scrivo ancora per ricordare una persona gentile, una stimata giornalista, colta e amante della musica, ma soprattutto coraggiosa e generosa.
Stamani se n’è andata anche Laura Dubini, “Laura bionica” come lei stessa si definiva.
Da anni portava avanti una lotta straordinaria contro il cancro.
Si era consegnata nella mani della scienza e dei medici, affinché sperimentassero su di lei tutto quello che un giorno avrebbe potuto essere di aiuto agli altri.
Aveva raccontato la sua esperienza di speranza in un memorabile, commovente articolo sul Corriere.
Per questo aveva ricevuto attestazioni di solidarietà, messaggi di stima, ma in particolare telefonate, lettere ed e-mail da chi stava vivendo la stessa, drammatica avventura con maggiore disperazione.
Nella scorsa estate era arrivato persino un riconoscimento ufficiale: il premio speciale Ischia.
Anche la tua strenua lotta, cara “Laura bionica”, è finita.
Hai perduto.
Però la battaglia meritava di essere combattuta, come mi scrivesti una volta, non per noi ma per gli altri.
Ti ho conosciuta, nonostante la malattia, sempre col sorriso sulle labbra, elegante, raffinata.
E così ti ricorderò.