Tanti Affetti

Lirica e dintorni, il blog di Giovanni Vitali

Chi è e cosa fa
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Utente: GioVit

Giovanni Vitali è nato e vive a Firenze. Giornalista pubblicista dal 1987, studioso della storia del melodramma e della vocalità, ha pubblicato monografie su Alfredo Kraus e Mario Filippeschi. I suoi ultimi libri sono "Tanti Affetti", pubblicato da LoGisma Editore, dedicato alla lirica a Firenze tra il '700 e il '900, e una storia del Teatro Pagliano-Verdi di Firenze, edita da Giunti, scritta insieme a Luca Scarlini. Collabora con RAI Radio3 e Rete Toscana Classica, scrive sulla rivista MUSICA. Dal 1999 lavora al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino dove attualmente è responsabile della comunicazione istituzionale. È docente al Corso di Laurea Pro.Ge.A.S. di Prato e all'Accademia Maggio Fiorentino Formazione. Il 21 ottobre 2005 apre questo blog, al quale affida pensieri e perfidie come a un diario personale.




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sabato, 11 luglio 2009

MUTI DAYS

Come sempre sono state giornate memorabili. Tante le emozioni, quando Riccardo Muti torna sul podio del Teatro Comunale. Si intrecciano ai ricordi di molti anni fa: si era tutti più giovani, allora, ed è per questo, forse, che la memoria li ha conservati così vividi e belli. Comunque l'altra sera il Maestro mi ha commosso: si è seduto al pianoforte, in camerino, e ha suonato per i pochi, fortunati presenti le note bellissime della Rapsodia per contralto e del Canto del destino di Brahms. Non ero il solo ad avere gli occhi lucidi alla fine.
Domani si parte, verso Ravenna, ma soprattutto verso Sarajevo.
Sarà un altro bel viaggio dell'amicizia, lo sento.
Sono esperienze dalle quali si esce arricchiti. E anche un po' migliori.
La musica ha questo potere e Riccardo Muti ce lo ricorda. Anche dopo quarant'anni di carriera, sempre innamorato di quest'arte sublime, effimera, senza la quale non potremmo vivere.
postato da: GioVit alle ore 18:08 | link | commenti (5)
categorie: direttori
lunedì, 27 ottobre 2008

FARE CULTURA

Ieri pomeriggio abbiamo fatto cultura, alla faccia di coloro che ci vorrebbero soltanto davanti alla tv.
A Montevarchi, nella piccola Sala del Centro San Lodovico, dove sono temporaneamente ospitate le attività della storica Accademia Valdarnese del Poggio, una decina di persone hanno ascoltato l'amico Giuseppe Rossi che parlava su Herbert von Karajan direttore d'opera.
Due ore di conferenza e ascolti interessantissimi ed emozionanti, come questo finale del Rosenkavalier, registrato il 26 luglio 1960, la sera dell'inaugurazione della nuova Grosses Festspielhaus di Salisburgo.
Le voci sono quelle di Lisa Della Casa, Sena Jurinac e Hilde Güden, bravissime e bellissime.
Datemi retta, lasciatelo in sottofondo mentre lavorate.
Saranno dieci minuti in Paradiso.

postato da: GioVit alle ore 08:50 | link | commenti (2)
categorie: opere, festival, direttori
domenica, 12 ottobre 2008

A PESARO ROSSINI D'ORO A RICCARDO MUTI

4907"Verrà a dirigere a Pesaro?"
"Il Sovrintendente Gianfranco Mariotti me lo chiede tutti gli anni ma tengo soltanto due mani".
postato da: GioVit alle ore 14:46 | link | commenti (5)
categorie: direttori, premi
giovedì, 09 ottobre 2008

NAPOLI A PISA

Per il secondo anno consecutivo Riccardo Muti porta le opere del settecento napoletano a Pisa.
Stasera tocca al Matrimonio inaspettato di Paisiello.
Trasferta d'obbligo.
postato da: GioVit alle ore 07:27 | link | commenti (4)
categorie: opere, direttori
lunedì, 21 luglio 2008

IL ROSSINI D'ORO A RICCARDO MUTI


Il Rossini d'Oro 2008 è stato assegnato a Riccardo Muti.
"Sono commosso per questo riconoscimento soprattutto pensando al mio amore per il genio di Pesaro, a cui mi legano le esecuzioni del Guglielmo Tell, della Donna del lago e del Moïse et Pharaon", ha detto il Maestro.
Il riconoscimento sarà consegnato l'11 ottobre a Pesaro.
postato da: GioVit alle ore 18:55 | link | commenti (1)
categorie: direttori
domenica, 15 giugno 2008

LEZIONI

Stamani mi è toccato sentire in televisione un mediocre direttore d'orchestra che impartiva lezioni a Pavarotti e Mehta su come si esegue "Nessun dorma".
Lo esorto a riascoltarsi l'incisione Decca e mi autocensuro i commenti alle sue parole.
postato da: GioVit alle ore 11:14 | link | commenti (2)
categorie: direttori
domenica, 01 giugno 2008

GEWANDHAUS

Ricordavo la Gewandhaus Leipzig come un'orchestra dal suono roccioso, massiccio, molto teutonico.
La ritrovo, guidata da un Riccardo Chailly in gran forma, con sonorità calde, morbide e rotonde, mai aggressive.
Il merito va senz'altro ascritto al direttore milanese - che già fin dai tempi della sua permanenza al Comunale di Bologna mi aveva dato l'impressione di un ottimo "allenatore di orchestre" - e al rinnovamento generazionale del complesso tedesco.
Degni di memoria i sette Lieder mahleriani interpretati con raffinato fraseggio da Christian Gerhaher.
Il ciclo integrale delle Sinfonie di Beethoven si sta rivelando molto interessante sul piano dei confronti interpretativi.
Apollinea la Settima di Mehta, dionisiaca - con qualche eccesso nello stacco dei tempi - quella di Chailly.
postato da: GioVit alle ore 11:19 | link | commenti
categorie: direttori, orchestre
lunedì, 26 maggio 2008

KARAJAN-LEBRECHT

L'articolo "The clapped-out legacy of Karajan that impoverished classical music" di Normam Lebrecht apparso su The Independent il 6 aprile scorso e ripreso su Liberal del 24 maggio non può che essere definito indecente.
E non tanto perchè ripropone argomenti abusati e ormai sepolti sotto quintali di polvere sul Karajan nazista e manager-dittatore, quanto perchè nega completamente qualsiasi valore alla sua attività artistica.
A parte una macroscopica forzatura - per carità: capitano a tutti - che però la dice lunga su quanto Lebrecht conosca il repertorio e la discografia di Karajan ("Sia che dirigesse Bach o Bruckner, Rigoletto o la Rapsodia spagnola...: Rigoletto lo diresse una sola volta, a Ulm nel 1929, e quindi non mi sembra un titolo significativo da citare), l'articolo contiene delle affermazioni che mi lasciano senza parole.
"Christoph von Dohnanyi lo ha addirittura accusato di aver distrutto la tradizione concertistica e direttoriale tedesca imponendo all'arte, in modo così abissale, i suoi ristretti gusti". Francamente non mi sembra che Dohnanyi abbia contribuito a rialzarne le sorti.
"Nikolaus Harnoncourt, che suonava il violoncello nell'orchestra di Vienna diretta da Karajan, su sbattuto fuori da Salisburgo e Berlino non appena iniziò a dirigere gruppi strumentali di quel periodo con modalità che contraddicevano l'ortodossia di Karajan". Si è rifatto più che ampiamente in seguito: basta dare una scorsa ai cartelloni del Festival di Salisburgo dopo il 1989.
La chiusa è la sintesi perfetta di tutto il pezzo.
"Una volta passato il centenario della sua nascita, tireremo giù, una volta per tutte, il sipario su una vita disdicevole che non ha apportato alcun contributo innovativo d'idee e non ha sostenuto alcun valore umano degno di questo nome. Karajan è morto. La musica sta molto meglio senza di lui".
Norman Lebrecht invece è vivo e vegeto. Gli auguro di campare cent'anni e oltre, in maniera da ascoltare tante opere e concerti diretti da Dohnanyi e Harnoncourt.
Detto questo: tutti noi, e non solo la musica, staremmo molto meglio senza i suoi articoli.
postato da: GioVit alle ore 11:30 | link | commenti (2)
categorie: critica, direttori
domenica, 18 maggio 2008

NELLA STORIA

Storico è l'aggettivo che più si addice al concerto diretto da Riccardo Muti al Maggio.
E non soltanto perchè si festeggiavano i quarant'anni dal suo debutto al Festival.
Gli esiti musicali sono storici, soprattutto per la mirabile, commovente esecuzione della Missa Solemnis di Cherubini la cui conclusione è stata seguita da alcuni secondi di impressionante silenzio e quindi da un diluvio di applausi prolungatisi per diversi minuti.
Le ovazioni all'indirizzo di Muti ci hanno riportato indietro negli anni.
L'Orchestra e il Coro del Maggio hanno offerto una delle loro prove più esaltanti degli ultimi decenni.
Una serata da consegnare alle memoria e custodire gelosamente.
Per quanto mi riguarda una delle esperienze di ascolto emotivamente più coinvolgenti della mia vita.
Non mi vergogno di confessare che mi sono presentato nel camerino del Maestro molto commosso, riuscendo a balbettare soltanto qualche sillaba poco comprensibile.
Stamani vivo nell'attesa della replica del pomeriggio.
Temo il vuoto che da domani mi assalirà.
postato da: GioVit alle ore 10:10 | link | commenti (3)
categorie: concerti, festival, direttori
sabato, 05 aprile 2008

SUPERHERBERT

Oggi, 100 anni fa, nasceva a Salisburgo Herbert von Karajan.
Per quanto mi riguarda - ed è opinione del tutto personale, quindi non condivisibile, lo ammetto - il più grande direttore d'orchestra del Novecento.
Sono contento che se ne torni a parlare, dopo anni di ostracismo.
Voglio segnalare l'iniziativa editoriale di MUSICA che avvia, dal numero di aprile in edicola, un'ampia riflessione sul direttore austriaco.
Questo mese Paolo Bertoli parla dei primi anni di attività di Karajan, gli anni di Ulm e di Aachen.
Il prossimo tocca al sottoscritto che si occupa di Karajan interprete di Puccini.
A giugno Giuseppe Rossi indaga sui rapporti tra Karajan e la musica del Novecento.

Update
Noto con piacere che l'amico Bob è d'accordo con me.
postato da: GioVit alle ore 14:30 | link | commenti (1)
categorie: direttori

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