Incredibile: venerdì prossimo avremo la prima rappresentazione a Firenze de La finta giardiniera, grande opera composta nel 1775 da un Mozart diciannovenne per Monaco di Baviera.
In quello stesso anno, il 2 luglio, i fiorentini applaudivano un’altra Finta giardiniera, quella scritta dal ligure Pasquale Anfossi nel 1773 per Roma.
Il libretto era lo stesso, probabilmente di Giuseppe Petrosellini, poeta di Tarquinia che nel 1782 fornirà a Paisiello i versi per il suo Barbiere di Siviglia.
L’opera di Anfossi si dava al Santa Maria, un bellissimo teatro - oggi non più esistente - costruito nel 1740 nel quartiere di Santa Croce, completamente ricostruito nel 1828 (quando già si chiamava Alfieri) e quindi distrutto nel 1934, sotto il regime fascista.
Un teatro importante, il terzo della città dopo il Cocomero e la Pergola, che nel 1817 ospitò la prima fiorentina del Don Giovanni mozartiano.
Nella Finta giardiniera cantavano il “primo buffo di mezzo carattere” Antonio Boscoli (Il Contino Belfiore), la “prima buffa” Maria Guidi (La Marchesa Violante Onesti, sotto il nome di Sandrina), Giovanni Morelli (Don Anchise, Podestà di Lagonegro), Orsola De Notaris (Serpetta), Luigi Rafanelli (Roberto, sotto il nome di Nardo), Luisa Allegretti (Arminda) e Vincenzio Fineschi (Il Cavaliere Ramiro).
L’8 luglio la Gazzetta Toscana riferisce: “Era per avere il suo felice riscontro sì per la musica, che per i Virtuosi di canto, e ballo, se non si fosse trovata in letto la prima Ballerina, ed infreddata la prima Donna, ma domenica sera potrà vedersi eseguita la medesima con piacere sperando il loro ristabilimento”.
Era estate, ma le dive si ammalavano ugualmente.