Come sempre sono state giornate memorabili. Tante le emozioni, quando Riccardo Muti torna sul podio del Teatro Comunale. Si intrecciano ai ricordi di molti anni fa: si era tutti più giovani, allora, ed è per questo, forse, che la memoria li ha conservati così vividi e belli. Comunque l'altra sera il Maestro mi ha commosso: si è seduto al pianoforte, in camerino, e ha suonato per i pochi, fortunati presenti le note bellissime della Rapsodia per contralto e del Canto del destino di Brahms. Non ero il solo ad avere gli occhi lucidi alla fine.
Domani si parte, verso Ravenna, ma soprattutto verso Sarajevo.
Sarà un altro bel viaggio dell'amicizia, lo sento.
Sono esperienze dalle quali si esce arricchiti. E anche un po' migliori.
La musica ha questo potere e Riccardo Muti ce lo ricorda. Anche dopo quarant'anni di carriera, sempre innamorato di quest'arte sublime, effimera, senza la quale non potremmo vivere.