Tanti Affetti

Lirica e dintorni, il blog di Giovanni Vitali

Chi è e cosa fa
quando non scrive sul blog

Utente: GioVit

Giovanni Vitali è nato e vive a Firenze. Giornalista pubblicista dal 1987, studioso della storia del melodramma e della vocalità, ha pubblicato monografie su Alfredo Kraus e Mario Filippeschi. I suoi ultimi libri sono "Tanti Affetti", pubblicato da LoGisma Editore, dedicato alla lirica a Firenze tra il '700 e il '900, e una storia del Teatro Pagliano-Verdi di Firenze, edita da Giunti, scritta insieme a Luca Scarlini. Collabora con RAI Radio3 e Rete Toscana Classica, scrive sulla rivista MUSICA. Dal 1999 lavora al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino dove attualmente è responsabile della comunicazione istituzionale. È docente al Corso di Laurea Pro.Ge.A.S. di Prato e all'Accademia Maggio Fiorentino Formazione. Il 21 ottobre 2005 apre questo blog, al quale affida pensieri e perfidie come a un diario personale.




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lunedì, 31 agosto 2009

MACCHIETTE FIORENTINE

Stamani sono andato a farmi un prelievo del sangue. L'umanità che popola le sale d'aspetto delle Asl è veramente straordinaria, almeno a Firenze. Quelle che mi hanno colpito di più sono le anziane che vanno lì ogni quindici giorni, sanno tutto e sono più utili del personale che dà le informazioni. Ti spiegano come funziona il meccanismo dei numeri, chi viene chiamato per primo, in quale stanza bisogna andare, qual è il medico più bravo... Se non ci fossero, bisognerebbe inventarle. Poi hanno delle uscite comiche strepitose. "Che numero hanno chiamato? Sessantacinque?". "No, signora, cinquantacinque". "Ah, peccato....". Sembra di stare alla casa del popolo, quando di pomeriggio si gioca alla tombola. Accanto a me una raccontava di un suo cugino morto ieri all'improvviso, al mare. Un'altra, affranta, fa: "Poverino! O icche gli è successo? Gli è venuto un colpettino?". "Macchè colpettino... Un colpettone! Gli ha toccato l'acqua e l'è morto!". Mi sono dovuto girare dall'altra parte perchè non mi vedessero ridere. E non mi sembrava il caso, visto l'argomento.
postato da: GioVit alle ore 09:57 | link | commenti (2)
categorie: varie
venerdì, 28 agosto 2009

LAMA, NON SIGARI

Per la seconda volta consecutiva, riferendo del ROF da Pesaro, Natalia Aspesi, l'adorata regina della posta del cuore, ha scritto che Juan Diego Florez è cubano. Le ho replicato sul Messaggero Pesaro (avete ragione: ognuno replica dove può...): Florez è peruviano, ha a che fare con i lama, non con i sigari. Dubito che l'abbia letto. E quindi, l'anno prossimo, mi aspetto il tris. E ora, Mamicazen, scrivi ciò che vuoi.
postato da: GioVit alle ore 20:52 | link | commenti
categorie: polemica

LE VOCI DELLA NOSTRA INFANZIA


Forse più della giovinezza dei nostri genitori, eppure ugualmente importanti. Se n'è andata la terza voce del Quartetto Cetra, Virgilio Savona. Raggiunge i suoi compagni Tata Giacobetti e Felice Chiusano. Resta Lucia Mannucci, che di Savona era moglie. L'ironia del Quartetto è rimasta proverbiale. Nell'Italia del boom economico e del giogo democristiano, i quattro portavano una ventata di scanzonato surrealismo. Non erano dissacranti ma certamente fuori dagli schemi. Veri artisti, nella vita e sul palcoscenico. Che bella la RAI in bianco e nero di allora. Oggi è una tv porta a porta.
postato da: GioVit alle ore 17:30 | link | commenti
categorie: artisti
mercoledì, 26 agosto 2009

ERA PROPRIO UN BEL SACRIFICIO


Cecilia Bartoli, nel suo prossimo CD, che sicuramente venderà milioni di copie come i precedenti, si occupa di castrati. Sacrificium il titolo dell'album. Inquietante e curioso al punto giusto. Il menù è sfizioso, anche se non contiene novità travolgenti. Sarà comunque interessante sentire Santa Cecilia delle Colorature, alla quale tutti siamo devoti (vero, Alberto Mattioli?), cimentarsi con le pagine che resero immortali gli evirati cantori settecenteschi. Nell'attesa, gustatevi l'anteprima.
postato da: GioVit alle ore 10:54 | link | commenti (2)
categorie: castrati
lunedì, 24 agosto 2009

OVVIA, RICOMINCIO

Non scrivo da molto qui, lo so. Devo ricominciare, devo assolutamente. La concorrenza di Facebook non può soffocare questo spazio, che è stato il mio primo diario interattivo. Tanti mesi. Nel mezzo sono successe molte cose. Le ultime: il viaggio in Spagna, nelle Asturie, a Oviedo e Avilés, per il convegno su Alfredo Kraus. Posti bellissimi, gente straordinaria, di grande ospitalità. Li ho tutti nel cuore: luoghi e persone. Sono stati giorni memorabili. E poi il ricordo di Don Alfredo, il ritrovare la sua arte inarrivabile, lo stile impeccabile qualsiasi cosa cantasse, la tecnica saldissima. Ho conosciuto sua figlia Rosa, fisicamente tale e quale a sua madre, Rosa anche lei, e sono stati momenti emozionanti. Mi sono commosso, abbracciandola. Ci sono stati anche episodi divertenti: quanto abbiamo riso in compagnia di Giancarlo Landini e di Giorgio Gualerzi, compagni di viaggio amabilissimi. “La squadra azzurra”, ci chiamavano. Contro “le furie rosse” spagnole ci siamo difesi bene.
Quindi, come ogni anno, il ritorno a Pesaro, a Rossini. Un Festival un po’ in tono minore, a causa dei soliti problemi finanziari. Cosa ricordare? Il bel cast della Zelmira guidato da un Roberto Abbado in stato di grazia, l’estrosa regia di Damiano Michieletto della Scala di seta, i recitals di Mariola Cantarero e della sorprendente Ewa Podlés (solo i cretini non cambiano idea: su di lei mi sono dovuto ricredere, grande voce, forse non grande artista, però, ce ne fossero...). Pesaro mi è sembrata sempre più in decadenza: colpa del turismo becero, casinaro, inciabattato, che è arrivato anche lì, con soddisfazione di albergatori e ristoratori. Meno contenti sono coloro che andavano nella “perla dell’Adriatico” alla ricerca di riposo e cultura. Addio al riposo, è rimasta la cultura, per quanto ancora è difficile dirlo. Comunque istituzioni, musei, biblioteche e librerie li ho trovati in buona forma, basti dire che le mie valigie si sono discretamente appesantite di libri acquistati in loco.
Ho visitato Fano e il bellissimo Teatro della Fortuna: un colpo di fulmine. Lo vorrei a Firenze, quel magnifico spazio di illusione teatrale. Non ho vinto al superenalotto, come speravo, e quindi, tranquillo Simone Brunetti che lo dirigi, non lo comprerò, non lo smonterò e non lo porterò a Firenze come avevo intenzione di fare. Dei ristoranti non parlo, altrimenti arrivano i soliti a dire che sono sempre a mangiare. Ho fatto strage di pesci e non me ne vergogno: se non si gustano sul mare, dove altrimenti? Degli amici, che ritrovo con piacere ogni anno e che lascio sempre con nostalgia, che dire? Sono splendidi, li adoro, tutti. Vorrei citarli, ma temo di scordarne qualcuno, che poi giustamente si offende. Li saluto. Lo sanno: non devono cadere in letargo nel lungo inverno pesarese. Che vengano a Firenze, dove siamo ben svegli. E dove il Vitali ha ripreso a scrivere sul blog.
postato da: GioVit alle ore 20:58 | link | commenti (1)
categorie: estate

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