Inattesa, inaspettata, mi arriva la notizia che Arrigo Quattrocchi se n'è andato.
Critico e musicologo preparatissimo, persona colta e gentile, uomo coraggioso nell'affrontare con levità una malattia terribile, invalidante e crudele.
La morte ci priva sempre dei migliori.
Due giorni fa avevo avuto una sua mail, nella quale mi annunciava che non sarebbe potuto venire alla prima del Maggio. Con la riservatezza di sempre, mi parlava di un'indisposizione che lo costringeva a rimanere a Roma.
A tanti ascoltatori di Radio3, me compreso, mancheranno i suoi esercizi di memoria, la trasmissione che conduceva nottetempo nel week end.
Ciao, Arrigo. L'esercizio di memoria adesso sarà ricordare la tua serenità mentre sul "disco volante" arrivavi in teatro.