Giovanni Vitali è nato e vive a Firenze. Giornalista pubblicista dal 1987, studioso della storia del melodramma e della vocalità, ha pubblicato monografie su Alfredo Kraus e Mario Filippeschi. I suoi ultimi libri sono "Tanti Affetti", pubblicato da LoGisma Editore, dedicato alla lirica a Firenze tra il '700 e il '900, e una storia del Teatro Pagliano-Verdi di Firenze, edita da Giunti, scritta insieme a Luca Scarlini. Collabora con RAI Radio3 e Rete Toscana Classica, scrive sulla rivista MUSICA.
Dal 1999 lavora al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino dove attualmente è responsabile della comunicazione istituzionale. È docente al Corso di Laurea Pro.Ge.A.S. di Prato e all'Accademia Maggio Fiorentino Formazione. Il 21 ottobre 2005 apre questo blog, al quale affida pensieri e perfidie come a un diario personale.
Ieri pomeriggio abbiamo fatto cultura, alla faccia di coloro che ci vorrebbero soltanto davanti alla tv.
A Montevarchi, nella piccola Sala del Centro San Lodovico, dove sono temporaneamente ospitate le attività della storica Accademia Valdarnese del Poggio, una decina di persone hanno ascoltato l'amico Giuseppe Rossi che parlava su Herbert von Karajan direttore d'opera.
Due ore di conferenza e ascolti interessantissimi ed emozionanti, come questo finale del Rosenkavalier, registrato il 26 luglio 1960, la sera dell'inaugurazione della nuova Grosses Festspielhaus di Salisburgo.
Le voci sono quelle di Lisa Della Casa, Sena Jurinac e Hilde Güden, bravissime e bellissime.
Datemi retta, lasciatelo in sottofondo mentre lavorate.
Saranno dieci minuti in Paradiso.
Se n'è andato anche Gianni Raimondi.
Ne ho un ricordo molto simpatico quando venne a Settignano e ci regalò, lui non più giovanissimo, un "Dicitencello vuje" che avrebbe fatto invidia ad un ventenne.
Era un grande. Anche nella vita.
Sono travolto da Recondita Armonia.
Dodici recite in quindici giorni.
Un mare di musica, pubblico e cose da fare.
In mezzo pure un convegno organizzato dagli Amici del Teatro.
Ho ascoltato una relazione, di un avvocato fiscalista, e un intervento, dell'Assessore alla Cultura della Regione, interessanti.
Grotteschi gli interventi del pubblico.
Dai temi alti del convegno siamo arrivati a discutere perchè i ristoranti chiudano nel dopoteatro.
Cosa neanche vera, tra l'altro.
Per il secondo anno consecutivo Riccardo Muti porta le opere del settecento napoletano a Pisa.
Stasera tocca al Matrimonio inaspettato di Paisiello.
Trasferta d'obbligo.
Nella stessa serata ho avuto ospiti al microfono Carlo Bergonzi, Raina Kabaivanska e Mirella Freni.
Non capivo più nulla, lo ammetto.
Al Concorso Pavarotti ha vinto la migliore.
Cioè: la meno peggio.