Giovanni Vitali è nato e vive a Firenze. Giornalista pubblicista dal 1987, studioso della storia del melodramma e della vocalità , ha pubblicato monografie su Alfredo Kraus e Mario Filippeschi. I suoi ultimi libri sono "Tanti Affetti", pubblicato da LoGisma Editore, dedicato alla lirica a Firenze tra il '700 e il '900, e una storia del Teatro Pagliano-Verdi di Firenze, edita da Giunti, scritta insieme a Luca Scarlini. Collabora con RAI Radio3 e Rete Toscana Classica, scrive sulla rivista MUSICA.
Dal 1999 lavora al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino dove attualmente è responsabile della comunicazione istituzionale. È docente al Corso di Laurea Pro.Ge.A.S. di Prato e all'Accademia Maggio Fiorentino Formazione. Il 21 ottobre 2005 apre questo blog, al quale affida pensieri e perfidie come a un diario personale.
In questa domenica di fine settembre resa insolitamente gelida dalla tramontana, mi riscaldo con il ricordo della pantagruelica cena di ieri sera al Battibecco dell'Impruneta in compagnia di amici carissimi.
Per cominciare una crema di pesce accompagnata da schiacciatina calda e prosecco. Poi fiori di zucca ripieni, tortelli di zucca con burro e salvia, una gigantesca bistecca alla fiorentina con insalata di ovoli rossi, parmigiano, tartufo e rucola, una torta di Mantova guarnita con crema chantilly, caffè e ammazzacaffè.
Grazie, come sempre, al magnifico anfitrione Gianni Girardi.
Con la scomparsa di Marcello Tommasi, avvenuta stamani a Lido di Camaiore, se ne va un grande maestro della scultura. Uno degli ultimi artisti classici.
Figlio dello scultore Leone, era nato a Pietrasanta nel 1928. Laureato in Lettere all’Università di Firenze, aveva frequentato lo studio di Annigoni interessandosi poi progressivamente alla scultura.
Opere di Tommasi si trovano nei musei più importanti d’Europa e numerose sue sculture sono state poste presso chiese monumentali, palazzi pubblici e piazze importanti in Italia e all’estero.
Intensa e qualificata la sua attività espositiva con mostre personali in Italia e in Europa.
Nel 1988 il Ministro francese della cultura lo aveva nominato “Chevalier de l’Ordre des Artes et des Lettres”.
Era Accademico Ordinario dell’Accademia Fiorentina delle Arti del Disegno.
Aveva soggiornato a lungo a Parigi ma lavorava a Firenze, in via della Pergola, nello studio dove Benvenuto Cellini fuse il Perseo, e a Pietrasanta.
Dopo queste parole, pronunciate ieri a Controradio, l'Assessore alla Cultura del Comune di Firenze Giovanni Gozzini si è dimesso nel pomeriggio.
Il Sindaco Leonardo Domenici le ha accettate. La bomba dei Della Valle ha fatto la sua prima vittima.
Questa città non finisce mai di stupirci.
Ieri, in terra lucchese, c'era l'intenzione di tornare all'antica Trattoria Stefani.
Proposito subito rientrato a causa di un matrimonio.
Abbiamo ripiegato, si fa per dire, su Il Mecenate, consigliato da amici.
Posto bellissimo, locale accogliente, cucina e servizio ottimi, conto onesto.
Vivamente raccomandato.
Ecco un peccato di gioventù di Richard Wagner: è la grande aria alternativa di Oroveso, "Norma il predisse, o Druidi", che compose nel 1839 per una rappresentazione dell'opera di Bellini a Parigi.
Il testo dell'aria è di autore ignoto.
Oroveso:
Guerrieri! A voi venirne
Credea foriero d'avvenir migliore!
Il generoso ardore,
L'ira che in sen vi bolle
Io credea secondar,
Ma il Dio non volle.
Coro: Come? Le nostre selve L'abborrito Proconsole non lascia? Non riede al Tebro?
Oroveso: Ma più temuto il fiero Latino condottiero A Pollione succede.
Coro: E Norma il sa? Di pace? consigliera ancor?
[Andante maestoso]
Oroveso: Norma il predisse, o Druidi, Ancor non false il giorno Di vendicar lo scorno Che sulle Gallie sta.
Già gli Dei preparano Terribile vendetta; Come del ciel saetta Sugli empi scoppierà!
Ratti dell'armi al suon Da' boschi uscite, o forti, Che Dio a più liete sorti V'appella a libertà!
Coro: Sulle Gallie alfin risplenda Al nemico il di d'orror, E sull'armi nostre scenda La vittoria e lo splendor.
Oroveso [insieme al coro]: E voi tremate, o barbari, Dell'aquil vostre il volo Fia tronco e infranto al suolo Il giogo vil cadrà.
I fratelli Della Valle hanno gettato una bomba nello stagno fiorentino, come titolava "La Repubblica" stamani.
Adesso tocca alla politica cittadina evitare che l'ordigno esploda, devastandola più di quanto non lo sia già
Certo, sognare una Firenze con tanti Parchi, quello della Musica, quello dello Sport, è bellissimo.
Il sogno si trasformerà in realtà?
La vedremo mai una città così?
Sul Venerdì di Repubblica, ad una osservazione di Paola Zanuttini che la intervista, "Certi critici sostengono che lei abbia una bella voce, ma più adatta alla sala d'incisione che ai teatri: non si sente tanto", Cecilia Bartoli risponde con una domanda: "Lei ha mai sentito un fortissimo Stradivari?". Risata a denti stretti.
La risposta è: "Sì!".
E anche dei fortissimi Guarnieri del Gesù.
Cecilia, non ha mai sentito parlare del "Cannone" di Paganini?