L'articolo "The clapped-out legacy of Karajan that impoverished classical music" di Normam Lebrecht apparso su The Independent il 6 aprile scorso e ripreso su Liberal del 24 maggio non può che essere definito indecente.
E non tanto perchè ripropone argomenti abusati e ormai sepolti sotto quintali di polvere sul Karajan nazista e manager-dittatore, quanto perchè nega completamente qualsiasi valore alla sua attività artistica.
A parte una macroscopica forzatura - per carità: capitano a tutti - che però la dice lunga su quanto Lebrecht conosca il repertorio e la discografia di Karajan ("Sia che dirigesse Bach o Bruckner, Rigoletto o la Rapsodia spagnola...: Rigoletto lo diresse una sola volta, a Ulm nel 1929, e quindi non mi sembra un titolo significativo da citare), l'articolo contiene delle affermazioni che mi lasciano senza parole.
"Christoph von Dohnanyi lo ha addirittura accusato di aver distrutto la tradizione concertistica e direttoriale tedesca imponendo all'arte, in modo così abissale, i suoi ristretti gusti". Francamente non mi sembra che Dohnanyi abbia contribuito a rialzarne le sorti.
"Nikolaus Harnoncourt, che suonava il violoncello nell'orchestra di Vienna diretta da Karajan, su sbattuto fuori da Salisburgo e Berlino non appena iniziò a dirigere gruppi strumentali di quel periodo con modalità che contraddicevano l'ortodossia di Karajan". Si è rifatto più che ampiamente in seguito: basta dare una scorsa ai cartelloni del Festival di Salisburgo dopo il 1989.
La chiusa è la sintesi perfetta di tutto il pezzo.
"Una volta passato il centenario della sua nascita, tireremo giù, una volta per tutte, il sipario su una vita disdicevole che non ha apportato alcun contributo innovativo d'idee e non ha sostenuto alcun valore umano degno di questo nome. Karajan è morto. La musica sta molto meglio senza di lui".
Norman Lebrecht invece è vivo e vegeto. Gli auguro di campare cent'anni e oltre, in maniera da ascoltare tante opere e concerti diretti da Dohnanyi e Harnoncourt.
Detto questo: tutti noi, e non solo la musica, staremmo molto meglio senza i suoi articoli.