Tanti Affetti

Lirica e dintorni, il blog di Giovanni Vitali

Chi è e cosa fa
quando non scrive sul blog

Utente: GioVit

Giovanni Vitali è nato e vive a Firenze. Giornalista pubblicista dal 1987, studioso della storia del melodramma e della vocalità, ha pubblicato monografie su Alfredo Kraus e Mario Filippeschi. I suoi ultimi libri sono "Tanti Affetti", pubblicato da LoGisma Editore, dedicato alla lirica a Firenze tra il '700 e il '900, e una storia del Teatro Pagliano-Verdi di Firenze, edita da Giunti, scritta insieme a Luca Scarlini. Collabora con RAI Radio3 e Rete Toscana Classica, scrive sulla rivista MUSICA. Dal 1999 lavora al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino dove attualmente è responsabile della comunicazione istituzionale. È docente al Corso di Laurea Pro.Ge.A.S. di Prato e all'Accademia Maggio Fiorentino Formazione. Il 21 ottobre 2005 apre questo blog, al quale affida pensieri e perfidie come a un diario personale.




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lunedì, 26 maggio 2008

KARAJAN-LEBRECHT

L'articolo "The clapped-out legacy of Karajan that impoverished classical music" di Normam Lebrecht apparso su The Independent il 6 aprile scorso e ripreso su Liberal del 24 maggio non può che essere definito indecente.
E non tanto perchè ripropone argomenti abusati e ormai sepolti sotto quintali di polvere sul Karajan nazista e manager-dittatore, quanto perchè nega completamente qualsiasi valore alla sua attività artistica.
A parte una macroscopica forzatura - per carità: capitano a tutti - che però la dice lunga su quanto Lebrecht conosca il repertorio e la discografia di Karajan ("Sia che dirigesse Bach o Bruckner, Rigoletto o la Rapsodia spagnola...: Rigoletto lo diresse una sola volta, a Ulm nel 1929, e quindi non mi sembra un titolo significativo da citare), l'articolo contiene delle affermazioni che mi lasciano senza parole.
"Christoph von Dohnanyi lo ha addirittura accusato di aver distrutto la tradizione concertistica e direttoriale tedesca imponendo all'arte, in modo così abissale, i suoi ristretti gusti". Francamente non mi sembra che Dohnanyi abbia contribuito a rialzarne le sorti.
"Nikolaus Harnoncourt, che suonava il violoncello nell'orchestra di Vienna diretta da Karajan, su sbattuto fuori da Salisburgo e Berlino non appena iniziò a dirigere gruppi strumentali di quel periodo con modalità che contraddicevano l'ortodossia di Karajan". Si è rifatto più che ampiamente in seguito: basta dare una scorsa ai cartelloni del Festival di Salisburgo dopo il 1989.
La chiusa è la sintesi perfetta di tutto il pezzo.
"Una volta passato il centenario della sua nascita, tireremo giù, una volta per tutte, il sipario su una vita disdicevole che non ha apportato alcun contributo innovativo d'idee e non ha sostenuto alcun valore umano degno di questo nome. Karajan è morto. La musica sta molto meglio senza di lui".
Norman Lebrecht invece è vivo e vegeto. Gli auguro di campare cent'anni e oltre, in maniera da ascoltare tante opere e concerti diretti da Dohnanyi e Harnoncourt.
Detto questo: tutti noi, e non solo la musica, staremmo molto meglio senza i suoi articoli.
postato da: GioVit alle ore 11:30 | link | commenti (2)
categorie: critica, direttori
lunedì, 19 maggio 2008

SBORNIA

L'amico Bob deve essersi ubriacato per la vittoria dello scudetto.
Spero non gli sia presa la sbornia triste, come al cane nella foto della sua home.
postato da: GioVit alle ore 15:40 | link | commenti (4)
categorie:
domenica, 18 maggio 2008

NELLA STORIA

Storico è l'aggettivo che più si addice al concerto diretto da Riccardo Muti al Maggio.
E non soltanto perchè si festeggiavano i quarant'anni dal suo debutto al Festival.
Gli esiti musicali sono storici, soprattutto per la mirabile, commovente esecuzione della Missa Solemnis di Cherubini la cui conclusione è stata seguita da alcuni secondi di impressionante silenzio e quindi da un diluvio di applausi prolungatisi per diversi minuti.
Le ovazioni all'indirizzo di Muti ci hanno riportato indietro negli anni.
L'Orchestra e il Coro del Maggio hanno offerto una delle loro prove più esaltanti degli ultimi decenni.
Una serata da consegnare alle memoria e custodire gelosamente.
Per quanto mi riguarda una delle esperienze di ascolto emotivamente più coinvolgenti della mia vita.
Non mi vergogno di confessare che mi sono presentato nel camerino del Maestro molto commosso, riuscendo a balbettare soltanto qualche sillaba poco comprensibile.
Stamani vivo nell'attesa della replica del pomeriggio.
Temo il vuoto che da domani mi assalirà.
postato da: GioVit alle ore 10:10 | link | commenti (3)
categorie: concerti, festival, direttori
domenica, 11 maggio 2008

GROVIGLIO DI EMOZIONI

Un fine settimana densissimo di emozioni e impegni.
Il ritorno alla storica Accademia del Poggio di Montevarchi per una conversazione pucciniana, il concerto per l'ottantesimo anniversario dell'Orchestra del Maggio, l'ultima recita di Carmen.
In mezzo c'è spazio anche per la malinconia.
Se ne va Leyla Gencer, l'ultima diva del dopo Callas.
Era veramente una grande cantante e una grandissima signora.
Qualche anno fa, per Bongiovanni, scrissi le note per un cd che riproduceva un suo recital parigino del 1981.
La Gencer mi telefonò per ringraziarmi.
Un gesto di squisita cortesia che apprezzai molto.
Ciao, Leyla.
Continueremo ad ascoltare le tue interpretazioni, le tue filature, i tuoi pianissimi: quei suoni fatti di nulla che ti hanno resa celebre, impalpabili eppure così "presenti" nelle sale da concerto come in teatro, cifra stilistica di una vocalità personalissima, unica ed inconfondibile.
postato da: GioVit alle ore 09:34 | link | commenti
categorie: cantanti
domenica, 04 maggio 2008

IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA

Dopo la bella presenza di Maurizio Pollini la scorsa settimana, a "Che tempo che fa" arriva Alessandro Baricco e sfoggia il suo consueto campionario di banalità e luoghi comuni.
Anche musicali, ovviamente.
Parla dei grandi movimenti che hanno cambiato la storia dell'umanità.
"Il Romanticismo, ad esempio. In musica avrebbero potuto continuare a comporre come Rossini. E invece no, hanno scelto altre strade".
Peccato che Rossini abbia scritto La donna del lago e il Guillaume Tell, opere imbevute di Romanticismo in tante loro componenti.
Ma di queste cose a Baricco non importa nulla.
Lui si è fermato al Barbiere di Siviglia.
postato da: GioVit alle ore 21:02 | link | commenti (1)
categorie: televisione
sabato, 03 maggio 2008

TENORI

Ci sono i Grandi Tenori e i tenori.
Appartengono alla stessa categoria vocale.
Possono cantare bene, suscitare emozioni, applausi oceanici, grida di consenso.
Le loro interpretazioni, talvolta, entrano nella storia.
E allora, che differenza c'è tra un Grande Tenore e un tenore?
Il primo è anche intelligente.
postato da: GioVit alle ore 14:08 | link | commenti
categorie: tenori
giovedì, 01 maggio 2008

DISCUSSIONI

La rivista MUSICA apre un nuovo forum.
Partecipate numerosi.
postato da: GioVit alle ore 17:37 | link | commenti
categorie: riviste

E ANCHE QUESTA È FATTA

Disse quello che aveva ammazzato la moglie.
In realtà è soltanto passata la "prima" di Carmen.
Faticosetta anziché no.
Però ci siamo anche divertiti.
E ci mancherebbe: altrimenti chi ce lo farebbe fare.
postato da: GioVit alle ore 10:18 | link | commenti (5)
categorie: festival, inaugurazioni

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