Tanti Affetti

Lirica e dintorni, il blog di Giovanni Vitali

Chi è e cosa fa
quando non scrive sul blog

Utente: GioVit

Giovanni Vitali è nato e vive a Firenze. Giornalista pubblicista dal 1987, studioso della storia del melodramma e della vocalità, ha pubblicato monografie su Alfredo Kraus e Mario Filippeschi. I suoi ultimi libri sono "Tanti Affetti", pubblicato da LoGisma Editore, dedicato alla lirica a Firenze tra il '700 e il '900, e una storia del Teatro Pagliano-Verdi di Firenze, edita da Giunti, scritta insieme a Luca Scarlini. Collabora con RAI Radio3 e Rete Toscana Classica, scrive sulla rivista MUSICA. Dal 1999 lavora al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino dove attualmente è responsabile della comunicazione istituzionale. È docente al Corso di Laurea Pro.Ge.A.S. di Prato e all'Accademia Maggio Fiorentino Formazione. Il 21 ottobre 2005 apre questo blog, al quale affida pensieri e perfidie come a un diario personale.




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lunedì, 26 novembre 2007

NON È VERO, MA CI CREDO

Anche l'amico Bob si produce in una disamina della jella in musica.
Prendere il toro per le corna (quanto mai utili, in quest'occasione!), anziché far finta di nulla, è un ottimo sistema per esorcizzare la suddetta.
Oltre, ovviamente, ai consueti gesti apotropaici.
postato da: GioVit alle ore 07:59 | link | commenti (1)
categorie: opere
domenica, 25 novembre 2007

PENSIERI SETTIMANALI

Settimana di lavoro davvero pesante, per fortuna passata.
Mille argomenti in testa.
Il Conte Policronio e l'opera innominabile (sto cominciando a credere veramente che la fama jettatoria sia vera! poveri noi: ancora non è finita!).
E poi gli scioperi, conferenze stampa e presentazioni, prove generali...
Auf!
Nel frattempo se ne va anche Maurice Béjart, un grandissimo del Novecento.
Che impressione vederlo lo scorso Maggio.
Gonfio, con le stampelle, camminava con grandissima difficoltà.
Ma il magnetismo degli occhi azzurri era quello di sempre.
Lo ha ricordato anche Luciana Savignano, interprete prediletta di Boléro.
Erano occhi capaci di trafiggere.
Per non pensare a cose tristi, una canzoncina della goliardia spagnola.
La canta Alfredo Kraus.
Magnifico.

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder


postato da: GioVit alle ore 14:56 | link | commenti
categorie:
lunedì, 19 novembre 2007

TRISTE INIZIO DI SETTIMANA

Ieri è andato in pensione l'ispettore dell'Orchestra del Maggio, il mitico Andrea Frullini.
Era in Teatro dal 1969!
Chissà quanti dei frequentatori del Comunale fiorentino lo avranno visto affacciarsi, pochi attimi prima dell'inizio dei concerti o delle opere, per controllare che tutti i professori fossero al loro posto, che il direttore avesse la partitura sul podio, che il coperchio del pianoforte fosse all'altezza giusta.
Il saluto a Frullini è stato all'insegna del divertimento e della commozione.
Come tradizione, ha avuto il privilegio di dirigere l'Orchestra del Maggio nel Preludio della Carmen.
Merito anche del nostro Archivarius, che lo ha istruito sul da farsi.
Da oggi, a me come a tutti i "maggiolanti", sembrerà strano aggirarsi per il Teatro e non incontrare il mitico Frullini.

Questo lo scrivevo poco più di un anno fa, il 1° aprile 2006.
Ieri pomeriggio il mitico Frullini ci ha lasciati davvero.
Triste. Molto triste.
postato da: GioVit alle ore 11:30 | link | commenti
categorie: personaggi
domenica, 18 novembre 2007

ESILARANTE ZUBIN

Zubin Mehta a Radio3.
In diretta da Firenze.
Il conduttore: "Maestro, abbiamo passato tutta la settimana sulla sua autobiografia...".
Mehta: "Che noia!".

Daniel Barenboim ospite al telefono.
Mehta: "È la prima volta che parliamo al telefono in italiano. Non lo conosco".
postato da: GioVit alle ore 15:03 | link | commenti
categorie: direttori
domenica, 11 novembre 2007

PIÙ CHE "SOLO", UNICO

Che Giuseppe Verdi fosse un compositore proteso al rinnovamento delle stanche formule del melodramma italiano lo si evince fin dalle opere degli esordi, da quei titoli che ne imposero il nome con folgorante rapidità sui palcoscenici dei maggiori teatri europei dell’Ottocento. In particolare I lombardi alla prima crociata, partitura ben lontana dall’essere soltanto una pura e semplice fotocopia del Nabucco, concepita per banali ragioni commerciali nel tentativo di ripeterne lo strepitoso successo, presenta tratti di assoluta originalità: non tanto nella struttura teatrale, articolata con fatica da Temistocle Solera su un poema epico di Tommaso Grossi e costruita su situazioni - come osserva Massimo Mila - “artificiosamente prodotte, senza coerenza di trapassi dall’una all’altra e senza motivazioni interiori fondate nell’anima dei personaggi”, quanto soprattutto in alcune soluzioni musicali che si trasformano esse stesse in ‘drammaturgia’, secondo un procedimento tipico del Verdi degli ‘anni di galera’, per piombare “in mezzo alle patetiche e melodiose abitudini del melodramma italiano - sono ancora parole di Mila - come un concentrato di forza, come un esplosivo ad altissimo potenziale, mosso da un bisogno irresistibile di azione”. Ha quindi poca importanza che l’opera risulti “un assembramento di punti culminanti”, in cui “si passa rapidamente dall’uno all’altro, sorvolando sulle fasi intermedie per mezzo di spettacolosi cambi di scena”: a noi interessa soprattutto il suo carattere sperimentale, di laboratorio d’idee. Non ancora ben organizzate, ma pur sempre idee. Come tutte le energie allo stato puro che si sprigionano in natura anche l’ispirazione verdiana deflagra nei Lombardi in maniera incontrollata, poco coerente, alternando nello spazio di poche pagine momenti sublimi a ricadute nelle convenzioni. Liquidate quest’ultime come un inevitabile tributo da pagare all’inesperienza del compositore e alla contorta assurdità del libretto, concentriamoci su uno spunto tra i più interessanti della partitura, addirittura un unicum nell’arco della produzione di Verdi: il ‘solo’ di violino che, nel finale del terzo atto, precede il famoso terzetto “Qui posa il fianco”.
postato da: GioVit alle ore 20:53 | link | commenti (5)
categorie:
sabato, 10 novembre 2007

L'ULTIMO GATTOPARDO

Ieri sera ho visto alla Pergola il magnifico Gattopardo con Luca Barbareschi.
Sono rimasto impressionato da quanto è bravo.
postato da: GioVit alle ore 16:39 | link | commenti
categorie: attori
giovedì, 01 novembre 2007

PONTE DEI SANTI

Giornata uggiosa. Vento freddo. Pochi rumori.
La mente rivolta ai tanti avvenimenti che ci aspettano nei mesi di novembre e dicembre.
Si scrive, si corregge.
Molti dubbi.

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder





Colonna sonora.
Franco Corelli e Fedora Barbieri nel Trovatore a Berlino, 1961.
Due trombe del giudizio.
postato da: GioVit alle ore 18:33 | link | commenti (1)
categorie: feste

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