Alcune belle cose viste ed ascoltate a Siena, per la Settimana Musicale dell'Accademia Chigiana.
La nuova opera di Fabio Vacchi,
La madre del mostro, su libretto di Michele Serra. Partitura scritta con bravura ed abilità, soprattutto per quanto riguarda la parte orchestrale. Il testo, a carattere tragicomico, o tragi-ironico, lavora più su idee e pensieri che su una teatralità vera e propria. Molto efficace lo spettacolo firmato da Denis Krief.
Dall'opera contemporanea alle sue origini, cioè a
L'Orfeo di Monteverdi.
Esecuzione scorrevole e stringata del Concerto Italiano di Rinaldo Alessandrini. Molto bravi, e giustamente applauditi, Furio Zanasi, Orfeo, e Sara Mingardo, Messaggera-Speranza.
A chiusura della Settimana lo
Stabat Mater di Rossini con l'Orchestra e il Coro dell'Accademia di Santa Cecilia diretti da Antonio Pappano. Interpretazione bruciante, drammatica, di schietta impostazione teatrale. Sonorità esuberanti, ritmica scandita. Nel quartetto dei solisti, in evidenza le voci gravi: Joyce Di Donato e Ildar Abdrazakov.
In precedenza
Sinfonia di Berio, uno dei suoi lavori più belli.
C'erano gli Swingle Singers, che da quarant'anni continuano a cantare, peraltro benissimo, sempre le stesse cose.