Talvolta il pubblico dei concerti può essere insopportabile.
Ieri pomeriggio, in un grande teatro della mia città.
Al mio fianco un’anziana signora.
Apri il programma, chiudi il programma, apri la borsa, chiudi la borsa, sistema il braccialetto, sistema la collana, controlla i manici della borsa, guarda l’orologio...
E poi, da capo: apri il programma, chiudi il programma, apri la borsa, chiudi la borsa...
Il tutto mentre sul palco si esegue la Sonata per violino e pianoforte di Sostakovic, un pezzo bellissimo ma che richiede grande concentrazione anche da parte dell’ascoltatore.
Come se non bastasse, arriva il competente commento di un signore seduto dietro: “Sembra il mio gatto quando ha fame”.
Vi giuro che avrei voluto mettermi a urlare.