L’arte del concertare: al Politeama di Prato Riccardo Muti ne ha fornito una prova tangibile plasmando, in poco meno di due ore, la Camerata Strumentale in una bellissima esecuzione dell’Incompiuta di Schubert.
Più di mezz’ora soltanto sulle prime battute della Sinfonia, cesellate nota per nota, per far capire all’orchestra le dinamiche, il fraseggio, le sfumature. Il tutto a microfoni aperti, in modo che il pubblico potesse rendersi conto dell’enorme lavoro che si deve svolgere per mettere a punto un concerto.
Fantastica la comunicativa di Muti, con l’orchestra e con il pubblico. Una lezione che mi ha ricordato le mitiche trasmissioni televisive di Leonard Bernstein. Mai come stavolta ho avuto la sensazione che tutti “capissero” la musica.
Magari in tv ci offrissero occasioni simili e meno isole, fattorie, grandi fratelli, pupe cretine e secchioni... con rima in “oni”.
La Camerata Strumentale ha reagito in maniera esemplare alle sollecitazioni di Muti. Oggi ci sono ragazzi che suonano davvero bene. Negli anni Settanta sarebbe stato impossibile formare un complesso a questo livello in Italia.
Riccardo Muti ha lanciato più volte durante la serata un appello agli industriali pratesi affinché continuino a sostenere, così come hanno fatto finora, questa istituzione.
Speriamo lo ascoltino.
Tutti i presenti sono testimoni delle sue parole.