Finalmente ieri, alla presenza di Zubin Mehta, è stata scoperta una targa commemorativa nel luogo esatto dove il quattordicenne Wolfgang Amadeus Mozart dimorò a Firenze nel 1770: sull’angolo di piazza dell’Olio con via Cerretani, a due passi da piazza del Duomo.
O meglio: ne è stata scoperta una provvisoria.
Quella vera era andata in pezzi il giorno prima, precipitando al suolo insieme alla scala e al marmista che la stava apponendo.
Come se non bastasse il drappo rosso che doveva celarla al mondo fino alla cerimonia ufficiale è scomparso nella notte, forse rubato, forse portato via da un fortissimo temporale.
Insomma: circostanze inquietanti bastevoli per evocare il fantasma di Salieri e compiere gesti apotropaici di scongiuro.
Non oso immaginare cosa potrà accadere mercoledì sera al Teatro Goldoni, quando parlerò di “Mozart e l’Italia” con l’aiuto dei giovani di Maggio Fiorentino Formazione.
Il programma musicale prevede arie da concerto, da Mitridate, Re di Ponto e da Lucio Silla, tutte composte dall’adolescente salisburghese durante i suoi viaggi in Italia.
A questo punto forse mi conviene far cantare anche qualche aria di Salieri.