Il 3 aprile i Mozart furono ricevuti in casa di Giovanni Manzuoli, il famoso sopranista soprannominato Succianoccioli (7), già conosciuto a Londra e che Wolfgang aveva ricordato a Verona, ascoltando un primo uomo che cantava “un poco Manzolisch”. Il Manzuoli era allora professore di canto alla corte fiorentina, la cui orchestra era diretta da C. A. Campion. È probabile che ricevimenti siano avvenuti anche presso Sir Horace Mann, inviato d’Inghilterra, che era venuto a Firenze nel marzo 1764 e abitava con gran lusso una bella casa con giardino nel Fondaccio di Santo Spirito (Diario moreniano) dove si incontrò con Casanova, che ne parla nelle sue Memorie (8).
Protesse i Mozart pure quel Matthäus Dominicus Baron de Saint-Odîle, ambasciatore di Toscana a Roma, che avrà cura di raccondare con calorose parole Wolfgang alla corte borbonica, quando i Mozart saranno in procinto di partire da Roma per Napoli. L’interessante lettera - diretta a Domenico Bonechi, console generale della nazione toscana a Napoli - esiste nell’Archivio di Stato di Firenze, fu pubblicata da E. Schenk in Neues Mozart-Jahrbuch (Dritter Jahrgang, 1943) (9). Gli altri personaggi ricordati nelle lettere, Mozart deve averli incontrati o a corte o nelle case dove fu ricevuto. Oltre al Linley e al Manzuoli, di cui abbiamo parlato, accenna anche al Niccolini, un cantante “soprano” che fu ascoltato dal Burney a Siena (op. cit. pag. 154). Quanto al Principe Corsini, vagamente citato, induciamo a credere trattarsi del Principe Lorenzo Corsini, che nel 1734 ebbe il priorato di Pisa per ordine dello zio Papa; nel 1765 fu nominato dal Granduca suo cavallerizzo maggiore; nel 1766 inviato ambasciatore a Madrid e nel 1769 promosso maggiordomo maggiore dalla granduchessa Maria Luisa di Borbone. A Firenze favorì le arti e le lettere. Fu ascritto a varie Accademie e morì a Vienna il 18 gennaio 1802 (10).
(7) Diario moreniano, citato da Ademollo, ivi, pag. 75.
Manzuoli cantò la parte di Ascanio alla prima assoluta di Ascanio in Alba, a Milano, il 17 ottobre 1771.
(8) H. Mann fu inviato d’Inghilterra alla corte Toscana fino al 1785. Della vita fiorentina, specialmente delle feste e del costume elegante si parla nelle lettere pubblicate dal Doran: Mann and Manners at the Court of Florence; 1740-1786 found on the letters of Horace Mann to Horace Walpole, by Doctor Doran, London, R. Bertley 1876. Della permanenza di Mozart a Firenze non è qui fatta, cosa strana, alcuna menzione.
(9) Arch. di Stato di Firenze, “Archivio degli Esteri” 2345, Carteggio con Bonechi agente toscano a Napoli. Domenico Bonechi, figlio di un pittore fiorentino, avventuriero com’era, riuscì a farsi nominare console generale della nazione toscana a Napoli. “Adulare, buffone, mezzano e pessimo poeta”, fu in Russia dove, per intrighi amorosi, ebbe a soffrire lo knut per mano del carnefice.
(10) Cfr. Passerini, La famiglia Corsini, Firenze, 1858, pagg. 181-182.