Tanti Affetti

Lirica e dintorni, il blog di Giovanni Vitali

Chi è e cosa fa
quando non scrive sul blog

Utente: GioVit

Giovanni Vitali è nato e vive a Firenze. Giornalista pubblicista dal 1987, studioso della storia del melodramma e della vocalità, ha pubblicato monografie su Alfredo Kraus e Mario Filippeschi. I suoi ultimi libri sono "Tanti Affetti", pubblicato da LoGisma Editore, dedicato alla lirica a Firenze tra il '700 e il '900, e una storia del Teatro Pagliano-Verdi di Firenze, edita da Giunti, scritta insieme a Luca Scarlini. Collabora con RAI Radio3 e Rete Toscana Classica, scrive sulla rivista MUSICA. Dal 1999 lavora al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino dove attualmente è responsabile della comunicazione istituzionale. È docente al Corso di Laurea Pro.Ge.A.S. di Prato e all'Accademia Maggio Fiorentino Formazione. Il 21 ottobre 2005 apre questo blog, al quale affida pensieri e perfidie come a un diario personale.




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lunedì, 30 gennaio 2006

NOVITA'

Francesco Giambrone è il nuovo Sovrintendente del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Paolo Arcà il nuovo Direttore Artistico.
Un saluto affettuoso a Gianni Tangucci, che lascia la Direzione Artistica del Maggio: una bravissima persona, gentile, affabile, onesta e soprattutto competente.
Sono felice di aver lavorato con lui.
postato da: GioVit alle ore 17:16 | link | commenti (2)
categorie: teatri
venerdì, 27 gennaio 2006

TANTI AUGURI, WAM!

mozartIl 27 gennaio 1756, 250 anni fa, nasceva a Salisburgo Wolfgang Amadeus Mozart.
"Una delle poche persone che giustificano il fatto di vivere in questo pianeta".
Sir Peter Shaffer

Update
Sono molto soddisfatto dell'avvio delle celebrazioni mozartiane.
Giovedì pomeriggio un'interessante conversazione con Loredana Lipperini di fronte ad una platea gremita di giovani. Il richiamo del mito WAM è incredibile.
Poi, tutti insieme, ci siamo rivisti Amadeus, che sarà anche infedele, ma resta un bellissimo film.
Venerdì mattina il Maestro Mehta ha fatto cantare Happy birthday Wolferl a centinaia di bambini, presenti alla prova generale.
Ieri sera, poi, concerto memorabile. Al termine del bis, quando le ultime note dell'Ave verum sono sfumate in un silenzio assoluto, ho visto persone che si asciugavano le lacrime.
postato da: GioVit alle ore 07:28 | link | commenti (2)
categorie: compositori
mercoledì, 25 gennaio 2006

MOZARTANDO

Domani, giovedì 26 gennaio, vigilia del WAM day, “Serata Amadeus" al Piccolo Teatro del Comunale.
Alle 18, “Conoscere Mozart”, una conversazione con Loredana Lipperini, scrittrice, giornalista, blogger.
Break per uno spuntino al bar e poi, alle 20, la proiezione di Amadeus, il film di Milos Forman, in versione integrale, senza tagli.
Ingresso libero.
postato da: GioVit alle ore 15:44 | link | commenti
categorie: compositori
martedì, 24 gennaio 2006

E FINALMENTE INCONTRIAMO MOZART, A FIRENZE... MA NEL LUOGO GIUSTO!

Grazie alle ricerche commissionate dagli Amici del Teatro del Maggio a Luciano Artusi e Maria Venturi, apprendiamo che Wolfgang Amadeus Mozart e il padre Leopold alloggiarono a Firenze, nel 1770, all’Albergo dell’Aquila Nera che non si trovava, come si credeva finora, in Borgo Ognissanti bensì in via Cerretani, angolo Piazza dell’Olio.
Presto una targa ricorderà l’avvenimento.
postato da: GioVit alle ore 19:33 | link | commenti
categorie: compositori
lunedì, 23 gennaio 2006

INCONTRIAMO MOZART, A FIRENZE / 8

Il lieto soggiorno fiorentino ben presto arrivò al termine, perchè i Mozart volevano giungere a Roma in tempo per assistere alle funzioni della Settimana Santa, ormai imminente. Il giorno della partenza, alle nove del mattino il giovinetto Linley si recò a salutare Wolfgang, e gli consegnò fra lacrime e abbracci una poesia che la Corilla Olimpica “gli aveva dovuto scrivere la sera precedente”; indi accompagnò la carrozza dei Mozart fino alle porte della città. Il sonetto, non proprio peregrino, era così concepito:

Da poi che il fato t’ha da me diviso
io non fo che seguirti col pensiero,
e in pianto cangia la gioia ed il riso,
ma in mezzo al pianto rivederti spero.

Quella dolce armonia di paradiso
che in estasi d’amor mi aprì il sentiero
mi risuona nel cuore, e d’improvviso
mi porta il cielo a contemplare il vero.

Oh! lieto giorno! O fortunato istante
in cui ti vidi e attonita ascoltai,
e della tua virtù divenni amante!

Voglian gli Dei che dal tuo cuor giammai
non ti diparta! Io t’amerò costante,
emul di tua virtude ognor mi avrai.

In segno di sincera stima ed affetto
                                               Tommas Linley

Il rimpianto maggiore nel lasciare, e per sempre, Firenze fu quello di Leopold, il quale, pur essendo uomo positivo e non facile agli entusiasmi, aveva così scritto alla moglie, appena messi i piedi in città: “Sono assai rattristato di dover ripartire di qui già venerdì prossimo per arrivare in tempo a Roma. Vorrei che tu potessi veder Firenze, la posizione di questa città, i dintorni: diresti che qui si dovrebbe vivere e morire!”.

Con questa espressione di ammirazione per Firenze di Leopold Mozart, si conclude il saggio di Adelmo Damerini sulla permanenza di Amadé e del padre nella città toscana.
Domani mattina, nel corso della conferenza stampa di Zubin Mehta sul centenario mozartiano, gli Amici del Teatro del Maggio illustreranno alcuni importanti novità su questo soggiorno, emerse da recenti ricerche.
postato da: GioVit alle ore 15:06 | link | commenti
categorie: compositori
domenica, 22 gennaio 2006

INCONTRIAMO MOZART, A FIRENZE / 7

Le notizie rintracciate su questo concerto fiorentino di Mozart suggeriscono alcune domande, destinate probabilmente a rimanere senza risposta. Tuttavia osiamo proporre qualche ragionevole esplicazione. Nella corrispondenza della Gazzetta Toscana, pur sapendo da altra fonte che Mozart fu accompagnato dal violinista Nardini, di questi non si fa alcun cenno: forse perchè quello che aveva attratto l’attenzione e l’interesse era il fanciullo prodigio e non Nardini, che viveva da tempo a Firenze e le cui doti di violinista erano ben note e ammirate da tutti. Avremmo anche desiderato sapere quali musiche abbia eseguito Mozart e avremmo potuto supporre ch’egli si fosse limitato, come aveva fatto altrove, a dar saggio delle proprie facoltà inventive, improvvisando, se non si fosse trattato della presenza di Nardini. Il fatto che il nome del grande violinista sia taciuto dalla Gazzetta, potrebbe avvalorare l’ipotesi avanzata da Fausto Torrefranca, che cioè il Ligniville, buon musicista, abbia scelto, insieme a Nardini, l’op. Quinta di Boccherini, la quale oltre ad essere scritta “per cembalo con accompagnamento di violino” presentava difficoltà non comuni, atte a mettere alla prova il piccolo clavicembalista, e doveva essere sconosciuta a Mozart e forse anche in Italia essendo stata pubblicata da troppo poco tempo a Parigi (12). In quelle sonate è dunque il cembalo che prevale, mettendo in ombra la parte del violino: ciò che può spiegare l’essere stato omesso il nome del violinista accompagnatore.

(12) F. Torrefranca, Le origini italiane del Romanticismo musicale, Torino, 1930, pag. 278.
postato da: GioVit alle ore 09:59 | link | commenti (2)
categorie: compositori
giovedì, 19 gennaio 2006

INCONTRIAMO MOZART A FIRENZE / 6

Non abbiamo trovato ulteriori notizie d’interesse artistico riguardo al soggiorno dei Mozart in Firenze: all’Archivio di Stato molti documenti, specie di corrispondenza, sono spariti alla partenza dei Principi tedeschi e forse qualche documento potrebbe trovarsi negli archivi di Würzburg; i diari di corte, poi, cominciano solo dal 1775. Sono rimasti unicamente i documenti amministrativi; il che, con qualche fatica, ci ha permesso di rintracciare i mandati di pagamento nonchè la ricevuta firmata da Leopold Mozart per il concerto del 2 aprile 1770, che qui riproduciamo (...).

“Maggior Domo Maggiore
della Real Corte

A dì 4 aprile 1770

Il sig. Domenico Martin Cassiere della R. Corte pagherà a Mozard Suonatore la somma di lire trecentotrentatre più 6.8 p. suo onorario in aver suonato in una Accademia stata fatta al Poggio Imp.le nel Quartiere delle LL.AA.RR. come dall’ordine di Filza III segnato di n. 17. Dalla qual somma n’esigerà l’opportuna ricevuta in piè del presente Ordine e la porrà in Uscita a spese p. il Dipartimento del Maggior Domo Magg.e della Corte. L. 333,6;8
ROSENBERG

Sotto è annessa la ricevuta:
“Io Infra.tto ho ricevuto dal Sig.e Giud. La Guerre V.e Cassiere della Real Corte zecchini venticinque fior.ni facienti Lire trecentotrentatre e 6.8 p. Gratificaz.e accordatami benignamente da S.A.R. p. aver suonato nell’Ultima Accademia tenuta a Corte. Li 5 aprile 1770
Dico L. 333,6.8
LEOPOLDO MOZART...
con un segno aggiunto al nome che può essere interpretato Va (Vater, padre)

Mozart incontrò di nuovo il maresciallo Franz von Orsini-Rosenberg a Vienna, dove era stato nominato da Giuseppe II intendente dell’Hoftheater.
postato da: GioVit alle ore 07:33 | link | commenti
categorie: compositori
martedì, 17 gennaio 2006

INCONTRIAMO MOZART, A FIRENZE / 5

Come già accennato, l’avvenimento più importante della permanenza fiorentina di Mozart, resta il concerto da lui tenuto alla corte toscana, e precisamente nella Villa di Poggio Imperiale, il 2 aprile, nel quale ebbe come accompagnatore al violino il celebre Nardini. La personalità musicale che presiedette a tale serata fu il Marchese Eugenio di Ligniville “Principe di Conca (come è detto nel frontespizio di una sua Salve Regina esistente nella Biblioteca del Conservatorio di Bologna) ciambellano di LL.MM.II. e RR. Direttore della Musica alla Real Corte di Toscana, Accademico Filarmonico”. Compositore assai apprezzato, tanto che la Biblioteca bolognese possiede uno Stabat a 3 voci in canone, manoscritta, con l’“Avviso al cantore” di pugno di Padre Martini (11). Fu egli a porre a Wolfgang durante la serata i più difficile problemi contrappuntistici e di lettura, che il fanciullo vittoriosamente seppe superare. Al concerto presenziavano inoltre tutte le più alte personalità dell’aristocrazia e dell’arte fiorentine. Ne dà notizia la già citata Gazzetta Toscana (n. 14, 1770) in una corrispondenza del 7 aprile - cinque giorni dopo il concerto - che così scrive: “Trovandosi in Firenze il Sig. Volfango Motzhart eccellente suonatore di cembalo all’attual servizio di Sua Altezza il Vescovo di Salisburgo, nello scorso lunedì ebbe l’onore di farsi sentire a Corte, ove riscosse gli applausi dovuti alla sua abilità. Questo non oltrepassa l’età di tredici anni, ed è così fondato nella musica, che già due anni sono compose un Dramma, che fu rappresentato in Vienna. Egli dopo una gita a Roma si porterà a Milano, espressamente chiamatovi per mettere in musica l’Opera che deve andare in scena nel futuro Carnevale (Mitridate Re di Ponto, ndr). I più intendenti Professori non fanno che ammirare questo giovinetto, riconoscendo in esso la più rara capacità per profittare quanto si puole in tale arte”. È appunto in questa stessa corrispondenza che si parla del concerto svolto in casa di Milord Cowper la sera del 30 marzo dal giovane violinista Sig. Linley allievo di Nardini, come già accennammo.

(11) Del Ligniville esistono altresì una Salve Regina a 3 voci in canone (Bologna, Lelio Della Volpe, s.a.) e una Salve Regina a 3 voci in canone in partitura, che il Gaspari (Catl. della Bibl. del Liceo di Bologna, 1849, pagg. 250-251) pensa sia stata stampata a Firenze, poichè in calce è scritto “si vende da Ant. Giuseppe Pagani”. Alcune notizia sul Ligniville si trovano nella Memorie storiche di Della Valle. Egli fu in Firenze dal 1761 al 1772.
postato da: GioVit alle ore 16:00 | link | commenti (2)
categorie: compositori
domenica, 15 gennaio 2006

INCONTRIAMO MOZART, A FIRENZE / 4

Il 3 aprile i Mozart furono ricevuti in casa di Giovanni Manzuoli, il famoso sopranista soprannominato Succianoccioli (7), già conosciuto a Londra e che Wolfgang aveva ricordato a Verona, ascoltando un primo uomo che cantava “un poco Manzolisch”. Il Manzuoli era allora professore di canto alla corte fiorentina, la cui orchestra era diretta da C. A. Campion. È probabile che ricevimenti siano avvenuti anche presso Sir Horace Mann, inviato d’Inghilterra, che era venuto a Firenze nel marzo 1764 e abitava con gran lusso una bella casa con giardino nel Fondaccio di Santo Spirito (Diario moreniano) dove si incontrò con Casanova, che ne parla nelle sue Memorie (8).
Protesse i Mozart pure quel Matthäus Dominicus Baron de Saint-Odîle, ambasciatore di Toscana a Roma, che avrà cura di raccondare con calorose parole Wolfgang alla corte borbonica, quando i Mozart saranno in procinto di partire da Roma per Napoli. L’interessante lettera - diretta a Domenico Bonechi, console generale della nazione toscana a Napoli - esiste nell’Archivio di Stato di Firenze, fu pubblicata da E. Schenk in Neues Mozart-Jahrbuch (Dritter Jahrgang, 1943) (9). Gli altri personaggi ricordati nelle lettere, Mozart deve averli incontrati o a corte o nelle case dove fu ricevuto. Oltre al Linley e al Manzuoli, di cui abbiamo parlato, accenna anche al Niccolini, un cantante “soprano” che fu ascoltato dal Burney a Siena (op. cit. pag. 154). Quanto al Principe Corsini, vagamente citato, induciamo a credere trattarsi del Principe Lorenzo Corsini, che nel 1734 ebbe il priorato di Pisa per ordine dello zio Papa; nel 1765 fu nominato dal Granduca suo cavallerizzo maggiore; nel 1766 inviato ambasciatore a Madrid e nel 1769 promosso maggiordomo maggiore dalla granduchessa Maria Luisa di Borbone. A Firenze favorì le arti e le lettere. Fu ascritto a varie Accademie e morì a Vienna il 18 gennaio 1802 (10).

(7) Diario moreniano, citato da Ademollo, ivi, pag. 75.

Manzuoli cantò la parte di Ascanio alla prima assoluta di Ascanio in Alba, a Milano, il 17 ottobre 1771.

(8) H. Mann fu inviato d’Inghilterra alla corte Toscana fino al 1785. Della vita fiorentina, specialmente delle feste e del costume elegante si parla nelle lettere pubblicate dal Doran: Mann and Manners at the Court of Florence; 1740-1786 found on the letters of Horace Mann to Horace Walpole, by Doctor Doran, London, R. Bertley 1876. Della permanenza di Mozart a Firenze non è qui fatta, cosa strana, alcuna menzione.

(9) Arch. di Stato di Firenze, “Archivio degli Esteri” 2345, Carteggio con Bonechi agente toscano a Napoli. Domenico Bonechi, figlio di un pittore fiorentino, avventuriero com’era, riuscì a farsi nominare console generale della nazione toscana a Napoli. “Adulare, buffone, mezzano e pessimo poeta”, fu in Russia dove, per intrighi amorosi, ebbe a soffrire lo knut per mano del carnefice.

(10) Cfr. Passerini, La famiglia Corsini, Firenze, 1858, pagg. 181-182.
postato da: GioVit alle ore 08:23 | link | commenti
categorie: compositori
sabato, 14 gennaio 2006

POETI GHIGLIOTTINATI

Domani sera sarò a Bologna per la diretta radiofonica dell'Andrea Chénier dal Teatro Comunale.
Cantano José Cura, Maria Ghuleghina e Carlo Guelfi.
Dirige Carlo Rizzi, regia Giancarlo Del Monaco.
Per chi vorrà, dalle ore 20.20.
Lo confesso: il Verismo non è il mio preferito, però Chénier riesco ad ascoltarlo.
postato da: GioVit alle ore 07:20 | link | commenti (15)
categorie: opere, radio

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