Giovanni Vitali è nato e vive a Firenze. Giornalista pubblicista dal 1987, studioso della storia del melodramma e della vocalità , ha pubblicato monografie su Alfredo Kraus e Mario Filippeschi. I suoi ultimi libri sono "Tanti Affetti", pubblicato da LoGisma Editore, dedicato alla lirica a Firenze tra il '700 e il '900, e una storia del Teatro Pagliano-Verdi di Firenze, edita da Giunti, scritta insieme a Luca Scarlini. Collabora con RAI Radio3 e Rete Toscana Classica, scrive sulla rivista MUSICA.
Dal 1999 lavora al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino dove attualmente è responsabile della comunicazione istituzionale. È docente al Corso di Laurea Pro.Ge.A.S. di Prato e all'Accademia Maggio Fiorentino Formazione. Il 21 ottobre 2005 apre questo blog, al quale affida pensieri e perfidie come a un diario personale.
Ieri sera, alla presentazione del libro “Racconti musicali” di Carlo Boccadoro, sono stato fermato da una signora che mi fa: “Quest’anno il Maggio è decadente. La Winterreise non mi è piaciuta per niente: quella musica tedesca ‘pitipì, pitipì, pitipì’ per un’ora e mezzo, che noia...”. Ho dovuto risponderle secco: “Signora, la Winterreise è uno dei capolavori della storia della musica. Punto. Su questo non si discute”. Che nervi, però... Certa gente, invece di venire in teatro, dovrebbe rimanere a casa, davanti alla televisione, a sorbirsi in eterno Bocelli e il suo circo.
Inattesa, inaspettata, mi arriva la notizia che Arrigo Quattrocchi se n'è andato.
Critico e musicologo preparatissimo, persona colta e gentile, uomo coraggioso nell'affrontare con levità una malattia terribile, invalidante e crudele.
La morte ci priva sempre dei migliori.
Due giorni fa avevo avuto una sua mail, nella quale mi annunciava che non sarebbe potuto venire alla prima del Maggio. Con la riservatezza di sempre, mi parlava di un'indisposizione che lo costringeva a rimanere a Roma.
A tanti ascoltatori di Radio3, me compreso, mancheranno i suoi esercizi di memoria, la trasmissione che conduceva nottetempo nel week end.
Ciao, Arrigo. L'esercizio di memoria adesso sarà ricordare la tua serenità mentre sul "disco volante" arrivavi in teatro.
Consiglio a tutti di acquistare in edicola le lezioni-concerto di Riccardo Muti in vendita con Repubblica e L'Espresso. Non per capire la musica - è impossibile, come sostiene lo stesso Maestro - , ma per scoprire i segreti della concertazione e comprendere qualcosa in più sulla forma di celebri brani. La serie è iniziata con la Sinfonia Fantastica di Berlioz, "fantastica" di nome e di fatto per la bravura dell'interprete e dei complessi, l'Orchestra Cherubini e la Giovanile di Fiesole riunite per l'occasione.
In realtà era tedesco ed era stato partorito sulla banchina di una stazione ferroviaria.
Cantava da basso profondo e da soprano, avendo un'estensione di 4 ottave e mezzo.
Qui esegue una canzone tradizionale russa. Per saperne di più cliccate qui.
Buona Pasqua a tutti, anche se quest'anno gli animi sono davvero tristi per quanto accaduto in Abruzzo.
Domenica scorsa qui a Firenze abbiamo avvertito una scossa di terremoto alle 22 e poi quella delle 3.32 che ha devastato L'Aquila e i piccoli paesi circostanti.
In trenta secondi la natura si è ripresa vite, case, affetti, averi.
Tutti i nostri piccoli problemi quotidiani sono davvero poca cosa di fronte a tragedie simili.
Per quanto possibile ci stiamo attivando per fare qualcosa.
Lunedì 20 aprile saremo al Mandela Forum con il Maestro Zubin Mehta, l'Orchestra e il Coro del Maggio per la Sinfonia n. 2 di Mahler, "Resurrezione", per raccogliere fondi ma anche per affidare alla musica un messaggio di speranza: che le zone colpite dal sisma possano rinascere velocemente, nel ricordo di coloro che non ci sono più.
Ci auguriamo di essere in tanti, tantissimi.
E lo saremo sicuramente, perchè Firenze e i fiorentini rispondono con slancio agli appelli alla solidarietà.
Per oggi, buona Pasqua.
Soprattutto a coloro che sono in Abruzzo.
La Curia fiorentina dice che nelle chiese della città si deve eseguire soltanto musica sacra e in concerti gratuiti. Una bella sinfonia di Haydn o di Mozart, suonata da musicisti che devono vivere della loro professione, evidentemente viene giudicata poco adatta al luogo.
Ogni ulteriore commento mi sembra superfluo.
Grandi discussioni sull'articolo di Alessandro Baricco in merito ai finanziamenti pubblici ai teatri.
Che fastidio. In fin dei conti è la sua opinione.
Sono anni che va scrivendo e dicendo fesserie.
Fin dai tempi dell'amore è un dardo.